Vetro

Vetro, 2013

Video, 4 min

Link video

Il progetto è un’indagine su come è vissuto l’amore nelle carceri, un luogo dove l’intimità di questo sentimento viene negata. Alcune carceri italiane includono una doppia sezione, maschile e femminile e i detenuti riescono a guardarsi dalle finestre, dietro le sbarre. Il desiderio di comunicare porta alla nascita di un linguaggio dei segni che viene poi tramandato. Tenendo tra le mani degli indumenti chiari per aumentare la visibilità– calze, asciugamani o anche un semplice tovagliolo di carta – i detenuti tratteggiano nell’aria le lettere dell’alfabeto. Queste sono disegnate al contrario e velocemente per nascondere agli occhi degli agenti i propri messaggi. Ogni coppia stabilisce più appuntamenti al giorno da una finestra precisa, la distanza che li separa è troppo ampia per potersi riconoscere in viso. La comunicazione è resa più complessa attraverso l’invenzione di simboli diversi in ogni relazione. Si sviluppa così un linguaggio personalizzato che si articola nel tempo. L’impossibilità di manifestare i propri sentimenti è una pena nella pena cui si aggiunge il divieto di esprimere la propria sessualità. In Italia non sono ancora possibili i cosiddetti “colloqui chiusi” dei detenuti con i propri partner. Di conseguenza, il naturale desiderio di amare,si trasforma in un modo per fuggire dalla durezza della vita dietro le sbarre, per scappare dalla solitudine e continuare a dare un significato a un’esistenza privata di ogni libertà. Le statistiche dicono che queste relazioni possono durare molti anni e nella maggior parte dei casi finiscono con la scarcerazione di uno dei due innamorati. Ciò che resta è la consapevolezza di aver vissuto un’illusione, utile a progettare e a immaginare un futuro, una strategia di sopravvivenza al carcere.

Glass, 2014

In some Italian mixed gender prisons, prisoners have the opportunity to see each other through the windows, behind the bars. Often their eyes meet and led to a communication that is developed through basic sign language: holding in the hands a white object, inmates trace in the air letters of the alphabet or symbols of love. It also happens at night, by means of lighters or small light sources. The denial of love and the inability to express their feelings is a punishment on top of punishments. To add insult to injury, they are prohibited from expressing their sexuality. In fact, despite the proposed laws, it’s impossible to have “closed meetings” between prisoners with their partners. The desire to love has transformed into a way to escape the harshness of life behind bars, to feel less alone and to continue to give meaning to a life deprived of any freedom. These platonic loves can last for years, but in most cases they abruptly end with the release of one of the two lovers. What remains is an illusion to help one envision a future life beyond the iron bars. This is now a survival strategy to prison life.