Domenica

Domenica, 2013

Fotografie digitali, 40×30 cm

Il progetto è costituito da una serie di ritratti di donne provenienti dall’Est Europa, migranti che lavorano principalmente come badanti o domestiche. Queste donne fanno parte della comunità Ortodossa di Modena e i loro ritratti sono stati realizzati negli spazi in cui celebrano la messa della domenica durante il rito. Le fotografie, nel loro insieme, restituiscono l’idea di una collettività riunita in un momento di culto. L’inquadratura dal dietro mette lo spettatore nella loro posizione, come se anch’esso partecipasse alla celebrazione sacra. Il volto delle donne è celato e chi guarda è costretto a controllare la superficie della fotografia concentrandosi sui dettagli, alla ricerca di qualche indizio che riveli l’identità delle presone ritratte. L’attenzione cade sul velo, indumento che le accomuna e le differenzia. Questo copricapo, in contrasto con la stazza dei loro cappotti invernali, richiama l’idea di leggerezza con cui queste donne si muovono nelle case che le ospitano, e dove prestano aiuto ad anziani o a persone bisognose.

Suday, 2013

Digital photographies, 40×30 cm

The project it’s a series of portraits of women from Eastern Europe, mainly migrants who work as caregivers or domestic. These women are part of the Orthodox community of Modena and their portraits were made in the room were they celebrate the Sunday Mass. The photos, taken together, give us an idea of a community united in a time of worship. The shot from behind puts the viewer in their position, as if he’s participating. The faces of women are hidden and the viewer is forced to control the surface of the photograph focusing on the details , looking for clues that reveal the identity of the people portrayed . The focus is on the veil, a garment that unites and differentiates them. This scarf, in contrast to the tonnage of their winter coats, reference the light movements of these women into homes that house them, and where they lend aid to the elderly or those in need.