Cicatrici

Cicatrici 2017


4 foto stampate 50×70 cm 

Scultura (senza nome) di 410 cm a terra nel centro della stanza.

8 foto 100×70 cm

Cicatrici è un’installazione in cui immagini fotografiche e scultura dialogano e interagiscono per restituire l’atmosfera sospesa e la spinta verso la ricostruzione che si centro Italia. Ad un anno dal terremoto, le ferite del paesaggio appaiono ancora oggi evidenti: interi paesi avvertono nei luoghi colpiti dal sisma del 2016 in sono stati rasi al suolo ed enormi cumuli di macerie ne sono la testimonianza. A partire dagli effetti sul territorio di questo evento drammatico, le fotografie in mostra si muovono alla ricerca di tracce e di dettagli che documentino lo sforzo messo in atto dagli abitanti per superare il trauma subito. Le crepe di un appartamento inagibile, la tensione della pelle del collo di un’anziana signora, una coperta increspata rivelano un’energia potenziale, una forza pronta per essere liberata. Nel loro insieme le fotografie delineano un paesaggio precario e sospeso in cui si insinuano spiragli di una rinnovata vitalità. Simile ad una grossa cicatrice separata dal corpo su cui si è formata, una scultura in poliuretano espanso, materiale spesso utilizzato dalla protezione civile per la ricostruzione in fase di emergenza, riproduce una frattura provocata nel terreno dal sisma. Il calco, lungo più di 4 metri, rappresenta metaforicamente il processo di guarigione di una ferita e il riempimento del vuoto creato da un evento doloroso.

E’ corredato da una breve sequenza fotografica che documenta l’azione svolta sul territorio, registrando il prima e il dopo di una simbolica operazione di chirurgia sul paesaggio. La quarta ed ultima immagine è stata scattata due mesi dopo le altre, rendendo manifesta l’inevitabile azione della natura sul territorio.

L’unione di scultura e  immagini fotografiche si prestano così ad una lettura ambivalente: da una parte esprimono il concetto di cicatrice come misura del tempo, di memoria della separazione, parte del processo di rimarginazione, dall’altra riflettono sull’impossibilita’ per l’uomo di esercitare il controllo totale sull’ambiente in cui vive.